Il Castello Estense di Ferrara non è solo una delle più belle fortezze rinascimentali italiane: secondo la tradizione popolare, tra le sue torri e le antiche prigioni si aggirano ancora fantasmi e presenze misteriose provenienti dal passato.
In questa esplorazione siamo andati in visita all’interno di questa struttura, dalle stanze signorili fino alle prigioni e alle celle. Leggete fino in fondo l’articolo e guardate poi il nostro video su YouTube!
Il Castello Estense di Ferrara: nascita, storia e ristrutturazione
Il Castello Estense di Ferrara, costruito nel 1385 per volere di Niccolò II d’Este, rappresenta uno dei simboli più importanti della città. Inizialmente eretto come fortezza difensiva per proteggere la famiglia Este e il centro urbano, nel corso dei secoli fu ampliato e trasformato in residenza signorile, arricchendosi di torri, fossati e cortili interni.
La struttura ha attraversato periodi di guerra e cambiamenti politici, mantenendo tuttavia intatto il suo fascino medievale e rinascimentale.
Oggi il castello è visitabile e ospita musei, mostre e eventi culturali, offrendo uno spaccato unico della storia e dell’arte di Ferrara.
Nel castello è possibile ammirare vari ambienti: le imponenti quattro torri, il fossato che circonda la struttura, gli appartamenti ducali affrescati, le prigioni, e salire sulla Torre dei Leoni per una splendida vista sulla città.
Qui si svolgono eventi, mostre, esposizioni d’arte temporanee e visite guidate speciali. Ogni anno è immancabile il famoso spettacolo “Incendio del Castello”, l’evento piro‑musicale che anima la notte di capodanno. A mezzanotte del 31 dicembre le torri, il fossato e le mura del castello si trasformano in palcoscenico per un’esplosione di luci, colori e musica, visibile da migliaia di spettatori presenti in piazza e in streaming.
Lo spettacolo della durata di circa 15‑16 minuti, combina fuochi sincronizzati con una colonna sonora cinematografica e pop.
Ma attenzione: è possibile visitare il Castello Estense di Ferrara con il percorso museale fino all’11 gennaio 2026, data oltre la quale prenderanno avvio i lavori di restauro, ristrutturazione e adeguamento sismico. Non è ancora indicata una data ufficiale certa per la riapertura, quindi avete ancora qualche mese disponibile per vederlo all’interno.
I fantasmi del Castello Estense di Ferrara
Secondo la tradizione popolare il Castello Estense di Ferrara sarebbe abitato da fantasmi e presenze paranormali. Queste leggende hanno contribuito a creare un alone misterioso attorno al castello, spesso utilizzato come tema per visite guidate notturne o eventi culturali a tema storico‑dark.
La vicenda di Ugo e Parisina Malatesta
Tra i fantasmi del Castello Estense di Ferrara vi sarebbe lo spirito di Ugo d’Este. Chi era questo personaggio e cosa gli successe? Leggete con attenzione perché la storia è intricata!
Ugo visse all’inizio del XV secolo. Era figlio di Niccolò III d’Este, signore di Ferrara, e Stella de’ Tolomei, nobildonna della corte ferrarese.
Cresciuto nella corte estense, Ugo divenne protagonista di un intenso e tragico amore. Suo padre infatti sposò un’altra donna, Parisina Malatesta, di 20 anni più giovane e figlia del signore di Cesena, Andrea Malatesta.
Tra Ugo e Parisina, che avevano la stessa età, sbocciò l’amore che però rimase segreto e clandestino.
Quando la relazione fu scoperta, Niccolò III reagì con estrema durezza. Sia Ugo che Parisina furono condannati a morte e giustiziati nel 1425, in fondo alla Torre Marchesana. Entrambi furono sepolti nel cimitero adiacente la chiesa di San Francesco a Ferrara (non all’interno della tomba di famiglia principale).
Niccolò Terzo probabilmente ebbe anche un moto di pietà quando decise di realizzare un affresco di un soggetto sacro sul luogo della decapitazione dei due giovani: una Madonna con Bambino in mezzo ai santi Antonio e Giacomo che viene oggi definito “Il Trittico della Decapitazione”.
L’evento lasciò un segno indelebile nella storia della famiglia Este. Ugo, che doveva succedere al padre Niccolò, fu sostituito dal fratello Leonello e poi da Borso.
La tragedia ha dato origine a numerose leggende popolari e racconti, e il loro amore proibito viene spesso citato come esempio di passione e sventura legata al Castello Estense.
L’episodio ha ispirato poeti e scrittori, come Byron con il poema “Parisina” (1816) e successivamente autori italiani e teatrali che hanno ripreso il tema dell’amore proibito e della punizione paterna.
Oggi, secondo la tradizione popolare, gli spiriti di Ugo e Parisina vagherebbero ancora nelle sale e nelle torri del castello, soprattutto nelle notti più cupe, dando origine ai racconti di fantasmi che affascinano visitatori e appassionati del paranormale.
Gigliolo Giglioli: un’altra vittima di Niccolò III
Gigliolo Giglioli era un nobile ferrarese, appartenente a una delle famiglie più influenti della città nel XV secolo. Nel 1434, sempre durante il governo del marchese Niccolò III d’Este, fu accusato di tradimento e cospirazione contro il duca e venne imprigionato.
Le cronache riferiscono che la sua prigionia fu lunga e severa, segno della durezza con cui Niccolò III puniva i traditori e difendeva la stabilità del suo dominio. Durante questi 13 anni nei sotterranei della Torre Marchesana, Gigliolo compose un’operetta intitolata “Michaelida”.
Le prigioni di Don Giulio e Don Ferrante nella Torre dei Leoni
Nel cuore del Castello Estense di Ferrara, la Torre dei Leoni custodisce un’altra delle vicende più drammatiche della storia degli Este: la lunga prigionia di Don Giulio e Don Ferrante d’Este.
Figli illegittimi del duca Ercole I, i due fratelli furono protagonisti nel 1506 di una congiura contro il cardinale Ippolito e contro il duca Alfonso I, loro fratello. Scoperto il complotto, vennero condannati alla reclusione nelle segrete della torre, destinate ai prigionieri di sangue nobile.
Le loro celle, ancora oggi visitabili, mostrano segni incisi sulle pareti e antiche iscrizioni, testimonianze silenziose di decenni di isolamento. Don Ferrante vi morì dopo oltre quarant’anni di detenzione, mentre Don Giulio, liberato solo nel 1559 per volere di Alfonso II, uscì ormai ottantenne, dopo più di cinquant’anni di prigionia.
I fantasmi dei reclusi nelle prigioni del Castello
Le antiche prigioni sotterranee del Castello Estense di Ferrara sono teatro di racconti su voci, passi e sussurri che si sentirebbero ancora oggi. Si dice che i fantasmi dei prigionieri, ingiustamente incarcerati o morti in cattività, non abbiano mai abbandonato quei luoghi.
Qui non venivano rinchiusi prigionieri comuni bensì persone della nobilità su cui gli Estensi avevano bisogno di esercitare controllo, come erano ad esempio Don Giulio e Don Ferrante. All’interno delle prigioni infatti potete vedere iscrizioni e graffiti lasciati dai prigionieri sulle pareti che potevano essere solo nobili, dato che le persone comuni all’epoca non sapevano scrivere. Per questi graffiti i reclusi usavano il fumo delle candele e in un muro addirittura vi è una scacchiera in bianconero usata per giocare e passare il tempo.
Altri visitatori raccontano di aver visto ombre muoversi sulle mura o sentito porte aprirsi senza motivo nella torre più alta. Secondo la leggenda, si tratta delle anime dei soldati morti difendendo il castello in tempi di guerra.
Queste storie hanno reso il Castello Estense un luogo ideale per visite guidate serali a tema misterioso, dove i racconti di fantasmi si intrecciano con la storia reale della famiglia Este e della città di Ferrara.
Guarda il video della visita al Castello Estense su YouTube


