Oggi scopriamo la leggenda del fantasma di Lucrezia Obizzi di Padova. Gli ingredienti di questa storia sembrano usciti da un romanzo gotico: una dama azzurra, un castello da fiaba e un delitto rimasto senza colpevole per quasi quattro secoli.
Lucrezia è la nobile il cui spirito ancora oggi aleggia tra le sale del maestoso Castello del Catajo, ai piedi dei Colli Euganei, precisamente a Battaglia Terme.
L’assassinio di Lucrezia Obizzi: l’evento che sconvolse il Seicento padovano
Lucrezia Dondi Dall’Orologio apparteneva ad una delle famiglie più illustri del Seicento. Sposò Pio Enea II degli Obizzi, erede di una stirpe di condottieri e mecenati, e insieme vissero nel Castello del Catajo, la loro sontuosa residenza estiva.
La coppia ebbe quattro figli (Ippolita, Roberto, Matilde e Ferdinando) e per molti anni la vita della famiglia trascorse tra feste, ospiti illustri e la bellezza dei Colli Euganei.
Nella notte del 15 novembre 1654, la serenità si trasformò in tragedia. Lucrezia fu uccisa nella sua camera da letto a Padova, dove si trovava insieme al figlio più giovane, Ferdinando, troppo piccolo per ricordare il volto dell’assassino.
Il marito Pio Enea era lontano da casa per lavoro la custodia della famiglia era affidata all’amico di famiglia Attilio Pavanello.
Le indagini dell’epoca sull’assassino condussero proprio al suo nome: Attilio era un nobile di secondo rango e fu considerato un pretendente respinto dalla bella Lucrezia. Arrestato e torturato, non confessò mai e dopo diversi mesi venne rilasciato.
Tuttavia tredici anni dopo, il figlio di Lucrezia, Ferdinando, ormai adulto e convinto della colpevolezza di Attilio, lo raggiunse e lo uccise con un colpo di spada, decapitando il suo corpo.
Tuttavia la domanda rimane: era davvero lui l’assassino?
Gli Obizzi non erano nobili di nascita, erano dei semplici capitani di ventura e militari mercenari, si davano molte arie e avevano molti nemici. Non è escluso che Attilio Pavanello sia stato solo un capro espiatorio, considerando anche le modalità poco trasparenti con cui venivano svolte le indagini e i processi all’epoca. La verità, come spesso accade nelle leggende, è rimasta sepolta nel tempo.
La pietra di Lucrezia Obizzi, la sua tomba e il fantasma della Dama Azzurra
Ancora oggi, nel Castello del Catajo, si conserva una pietra macchiata dal sangue di Lucrezia, prelevata dal pavimento della sua abitazione a Padova.
La tomba della nobildonna, invece, si trova nella Basilica di Sant’Antonio a Padova, dove molti visitatori sostano per renderle omaggio.
Da quando la pietra insanguinata è stata portata al Castello del Catajo molti testimoni affermano di aver visto una dama vestita d’azzurro aggirarsi tra le sale o affacciarsi dalle finestre più alte del castello.
Anche gruppi di ricercatori del paranormale hanno indagato, rilevando fenomeni inspiegabili e manifestazioni anomale.
Ma non c’è nulla da temere: la leggenda racconta che lo spirito di Lucrezia non è malvagio, anzi, protegge i visitatori e dona pace a chi entra nella sua dimora.
Chissà, forse sarete voi i prossimi a incrociare il suo spirito azzurro tra i corridoi del Catajo…
Il Castello del Catajo oggi
Oggi il Castello del Catajo non è solo un monumento, ma un luogo dove arte, storia e mistero convivono in perfetta armonia.
Situato a Battaglia Terme (Padova), è una delle dimore storiche più affascinanti del Veneto.
Fu costruito nel ‘500 da Pio Enea I Obizzi, esponente di una famiglia di mercenari, e conta circa 350 stanze e molteplici cortili e spazi esterni ed interni.
Oggi è di proprietà dell’imprenditore Sandro Cervellin (conosciuto anche come il fondatore dell’azienda del mocio Vileda), che ha avviato un grande progetto di restauro e valorizzazione del complesso.
Grazie ai lavori di recupero, gli ambienti e gli affreschi cinquecenteschi della famiglia Obizzi sono tornati a splendere, raccontando la gloria e le battaglie di un’epoca passata.
Il castello è un vero e proprio palazzo principesco, articolato in diverse aree. Nel Cortile dei Giganti si tenevano, spettacoli, tornei e cerimonie e addirittura piccole battaglie navali.
Nel Giardino delle Delizie potete trovare piante rare, fontane e scorci romantici. La Casa di Beatrice è la parte più intima e residenziale, e prende il nome da Beatrice Pio Di Carpi, moglie di Gasparo Obizzi; qui la nobildonna creò una specie di cenacolo letterario. Il Piano Nobile invece custodisce gli affreschi dedicati alle imprese militari degli Obizzi, primo esempio di pittura autocelebrativa del Rinascimento veneto.
Se salite alle terrazze panoramiche godrete di una vista mozzafiato sui Colli Euganei.
Tutte le informazioni su visite guidate, eventi, mostre e aperture straordinarie sono disponibili sul sito ufficiale del castello www.castellodelcatajo.it
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