A Monselice, sul Colle della Rocca, esiste un percorso chiamato Percorso Giubilare delle Sette Chiesette o Santuario delle Sette Chiese.
Secondo alcune suggestioni popolari questa zona sarebbe attraversata da energie antiche, legate alla presenza millenaria di necropoli, chiese scomparse e fortezze medievali.
Nel tempo si sono succeduti racconti di presenze e anime che non avrebbero mai abbandonato questo percorso, dove tantissime persone hanno vissuto e probabilmente perso la vita.
Molti visitatori raccontano sensazioni particolari lungo il percorso, vibrazioni lanciate da possibili presenze legate al passato. Sono davvero reali o suggestioni? Cerchiamo di capirlo.
Cos’è il Santuario delle Sette Chiese e il Percorso Giubilare di Monselice
Il percorso delle Sette Chiesette di Monselice è un itinerario religioso creato all’inizio del Seicento per volontà della famiglia Duodo e progettato dall’architetto Vincenzo Scamozzi.
Ma perché è definito “giubilare”? Nel 1605 papa Paolo V concesse a questo percorso gli stessi privilegi e indulgenze del pellegrinaggio alle Sette Basiliche di Roma.
In pratica, chi percorre le sette cappelle dedicate alle basiliche romane compie un pellegrinaggio ridotto, equivalente dal punto di vista spirituale a quello romano.
Oggi è un cammino molto noto, sia religioso sia turistico, che sale verso l’Oratorio di San Giorgio e Villa Duodo, offrendo anche una vista mozzafiato e panoramica sulla città e sulla pianura.
Cosa si vede al termine del percorso delle Sette Chiesette: Villa Duodo
Dopo aver compiuto il percorso in salita delle Sette Chiesette vi troverete davanti Villa Duodo. È una villa tardo-rinascimentale, elegante ma sobria. Fa parte del sistema scamozziano delle “ville venete”, anche se meno nota rispetto ad altre.
Ma chi erano i Duodo? Si tratta di una nobile famiglia veneziana, attiva soprattutto tra il Medioevo e l’età moderna. Non erano tra le casate più antiche della Serenissima, ma ricoprirono comunque ruoli importanti nella vita politica e culturale di Venezia.
Il personaggio più noto è Francesco Duodo, che all’inizio del Seicento acquisì terreni sul Colle della Rocca di Monselice.
Fu lui a volere Villa Duodo come sua residenza e il Santuario delle Sette Chiese, che oggi costituisce il percorso giubilare.
Il suo scopo era duplice: sia religioso che rappresentativo. Voleva creare un percorso devozionale riconosciuto ufficialmente e valorizzare il colle con un complesso monumentale che esaltasse lo status della famiglia.
Tuttavia il ramo della famiglia Duodo legato a Monselice si estinse entro il Seicento. La villa passò poi ai Pisani, un’altra grande famiglia veneziana, e successivamente ad altri proprietari.
Il Santuario di San Giorgio di Monselice e la salma di San Valentino
Presso Villa Duodo si trova anche il Santuario di San Giorgio, che completa il percorso giubilare delle Sette Chiesette. È considerato la settima chiesa e ha una storia molto interessante e ricca di reliquie. Al suo interno sono custodite molte reliquie oltre a veri e propri corpi di martiri. La chiesa è dotata di armadi in noce con finestre in vetro dove sono collocate e visibili le salme per la venerazione.
Tra queste salme vi è anche quella di San Valentino, il santo degli innamorati che qui ha un’importanza particolare.
Le sue reliquie sono esposte sotto l’altare della chiesa. Ogni 14 febbraio, data in cui ricorre la festa di San Valentino, al Santuario delle Sette Chiese si celebra con una benedizione particolare: viene data ai fedeli la cosiddetta “chiavetta d’oro”, che tradizionalmente protegge i bambini dal “mal caducò”,una credenza popolare legata all’epilessia.
Elementi mistici nel percorso delle Sette Chiesette
Il percorso giubilare delle Sette Chiesette di Monselice quindi è sorto in un luogo già molto frequentato in passato e altamente carico di energie. Il colle era un luogo antico e strategico, sede di culti precedenti, sacralizzato più volte nella storia da popoli e culture diversi. È normale quindi che sia diventato teatro di leggende e racconti misteriosi.
Già molti elementi della sua costruzione sembrano avere significati nascosti. Il numero sette ha un forte valore esoterico e simbolico: sette pianeti antichi, sette cieli, sette livelli dell’aldilà in molte tradizioni.
Il numero sette collegato a questo percorso lo fa assomigliare ad un itinerario iniziatico, un cammino che simboleggia un’ascesa spirituale, una “soglia” tra mondo materiale e mondo spirituale. Le cappelle ancora oggi sono viste come siti di energia, che donano una particolare sensazione di benessere e pace a chi le visita durante la salita
A Monselice circolano piccoli racconti locali che accennano a voci o sussurri uditi di notte sul colle, la sensazione di essere osservati vicino alle ultime chiesette, luci che sembrano muoversi tra gli ulivi e i cipressi, animali che si bloccano o si agitano in certi punti.
Cosa c’era prima dell’avvento dei Duodo
Prima della costruzione del percorso giubilare, il Colle della Rocca a Monselice non era affatto un luogo vuoto o privo di vita. La sua sommità era dominata dal Mastio Federiciano, eretto nel 1239 per volere di Federico II di Svevia attraverso il suo rappresentante Ezzelino da Romano, e faceva parte di una cittadella fortificata con cinque cerchie di mura difensive.
Durante questi lavori venne demolita l’antica Pieve di Santa Giustina, testimonianza di un insediamento ecclesiale già attivo nell’alto Medioevo. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce non solo resti dell’abside e delle cortine merlate, ma anche tracce di edifici residenziali medievali, confermando che il colle aveva una funzione sia militare sia abitativa.
La stratificazione del sito è ancora più antica: nel colle sono stati rinvenuti una necropoli longobarda e corredi funerari, segno di una presenza abitativa e sepolcrale già in epoca altomedievale, e parti delle mura risalgono addirittura al VI secolo, suggerendo un insediamento fortificato tardo-antico, forse bizantino.
In questo contesto, il colle emerge come un luogo di grande importanza strategica e simbolica, continuamente abitato e utilizzato dalla caduta dell’Impero Romano fino alla costruzione del mastio. Solo in epoca successiva, con l’intervento della famiglia Duodo, il sito assunse la sua funzione devozionale attuale, con la villa e il percorso giubilare.
Un luogo di “sacralità stratificata”
Sicuramente questo è stato per secoli un cammino battuto da tantissime persone come itinerario di espiazione e contiene impronte energetiche di preghiere accumulate nei decenni.
Qui possiamo parlare di “sacralità stratificata”, cioè riusciamo ad identificare almeno quattro strati di sacralità.
I Strato: Sacralità Pre-Cristiana
Questo è lo strato più antico, legato alla posizione strategica e alla lunga occupazione del colle. Abbiamo visto che questa zona, fin dall’epoca romana e poi con i Longobardi (che spesso riutilizzavano luoghi di culto preesistenti o fortificati), era vista come un luogo di potere, difesa e dominio.
II Strato: Il Medioevo e la funzione militare
L’utilizzo del colle come roccaforte militare da parte del tiranno Ezzelino III (XIII secolo) rafforza questa dimensione di “sacralità” del potere e della fortezza, sebbene in senso laico e talvolta temibile. Ezzelino era un potente signore ghibellino vissuto tra 1194 e 1259, attivo nel periodo delle lotte tra papato e impero, legato a Federico II di Svevia.
III Strato: La nascita del Santuario dei Duodo
Questo strato è legato al passaggio del colle dall’uso militare a quello residenziale e di rappresentanza. L’acquisizione del complesso da parte della famiglia veneziana Duodo lo trasforma in una prestigiosa residenza di stampo cristiano. La costruzione del Santuario delle Sette Chiese stratifica sul colle una sacralità universale e papale, legata alla pratica del pellegrinaggio e dell’indulgenza.
IV Strato: La sacralità fino ai giorni nostri
Il Santuario delle Sette Chiese venne arricchito nel corso dei secoli con opere d’arte e reliquie, con pellegrinaggi ed eventi religiosi, intensificando ulteriormente il carattere sacro e devozionale del luogo.
Quindi il colle è passato da essere un luogo sacro per la difesa (epoca pre-cristiana e medioevo) ad un luogo sacro per la nobiltà (Duodo) e infine ad un luogo sacro per la fede (Pellegrinaggio Giubilare). Tutte queste funzioni e significati coesistono nel complesso attuale.
La sacralità di un luogo può avere un effetto sorprendente sulla mente e sul corpo di chi lo visita, creando esperienze che vengono percepite come insolite o straordinarie.
Chi vi entra si aspetta di incontrare qualcosa di speciale e questo può tradursi nella percezione di ombre, suoni, correnti d’aria o vibrazioni interpretate come presenze. Ecco perchè chi conosce la storia delle reliquie e delle tombe nobiliari del Santuario delle Sette Chiese è naturalmente più incline a interpretare ogni dettaglio insolito come un segno soprannaturale non legato a qualcosa di naturale.
Guarda il video su YouTube della nostra salita al Santuario delle Sette Chiese


