Perché i fantasmi femminili hanno quasi sempre abiti medievali, rinascimentali o vittoriani? E non sono ad esempio donne della preistoria o dell’epoca dell’antica Roma? Questo è un dettaglio a cui probabilmente non avete mai fatto caso e su cui non vi siete posti tante domande. Ma la questione tocca un nodo fondamentale del folklore e della percezione culturale dei fantasmi nel mondo occidentale.
Siamo abituati a pensare ai fantasmi come a manifestazioni paranormali: in realtà essi sono prima di tutto una costruzione culturale
Sappiamo che l’immaginario dei fantasmi femminili è legato a rappresentazioni di epoche passate: dame medievali, nobildonne rinascimentali, donne con lunghi abiti fluttuanti e capelli sciolti, oppure bambine con vestiti d’altri tempi.
L’universo dei fantasmi rappresenta il modo in cui una cultura immagina i suoi morti. Le epoche medievale, rinascimentale e vittoriana sono fortemente presenti nel nostro immaginario visivo (castelli, gonne che coprono i piedi, camicie bianche, corsetti, capelli lunghi). Sono epoche di grandi tragedie personali e collettive, segnate da pestilenze, guerre, persecuzioni, roghi e grandi cambiamenti sociali e politici. Inoltre sono abbastanza lontane da evocare mistero ma ancora visivamente riconoscibili e risultano associate ad eventi romantici o drammatici, ideali per narrazioni spettrali.
Detto in parole povere: nessuno sa davvero come si vestiva una donna dell’Età della Pietra, quindi non possiamo nemmeno immaginare il suo fantasma. Ma una dama del Cinquecento con il suo vestito di broccato, quello sì!
I fantasmi sono costruzioni culturali legate alla memoria collettiva
Molte epoche antiche, come quella romana o preistorica, non fanno più parte della nostra “memoria viva”. Non abbiamo emozioni dirette o racconti familiari legati a donne dell’antichità classica, ma tutti noi possiamo immaginare una trisnonna dell’Ottocento o una dama rinascimentale. Questo legame emotivo (anche indiretto) rende più credibile e tangibile un fantasma del 1700 rispetto ad uno del 600 a.C.
Tutto dipende dai limiti della nostra “memoria collettiva”: i fantasmi che vediamo oggi non sono necessariamente legati alle epoche più antiche ma a quelle che più affascinano il nostro immaginario
Oltre all’aspetto estetico, gli abiti antichi dei fantasmi femminili hanno un forte impatto psicologico sul pubblico. Vestiti lunghi, fluttuanti e appartenenti a epoche storiche riconoscibili creano un senso di distanza temporale che amplifica il mistero e la fascinazione.
Le epoche medievale, rinascimentale e vittoriana, segnate da guerre, malattie e grandi cambiamenti sociali, evocano automaticamente tragedia, malinconia e nostalgia, emozioni che il nostro cervello associa al soprannaturale.
In questo senso, il costume diventa un vero e proprio simbolo visivo: comunica lo status, la fragilità e la storia del personaggio spettrale in un colpo d’occhio.
Il contributo dei Revival Gotici e Romantici
Ecco dunque perché i fantasmi femminili indossano abiti medievali e rinascimentali. La loro figura si anche è rafforzata grazie alla cultura popolare e ai revival gotici e romantici del 19esimo e 20esimo secolo. Questi hanno fissato nell’immaginario collettivo l’immagine della dama fantasma in abiti d’epoca, presente in letteratura, teatro, illustrazioni e cinema.
Così i fantasmi femminili hanno iniziato a diffondersi e ad occupare un posto di rilievo: le loro storie sono avvolte da mistero, fascino ed elementi di tragedia. Questo ha lasciato un’impronta fortissima e ancora oggi le figure di fantasmi femminili in stile gotico e romantico trovano spazio nelle rappresentazioni cinematografiche e letterarie.
Inoltre gli studiosi del paranormale sostengono che i fantasmi si indeboliscono con il passare dei secoli. Quindi più recente è la morte, più forte è la presenza. I fantasmi dell’età romana, se mai ci sono stati, potrebbero essersi già esauriti nel corso dei millenni.
Ecco perché non vediamo fantasmi femminili preistorici o romani: perché non fanno parte del nostro immaginario attuale, non generano empatia o paura nella stessa misura e perché un fantasma è anche una narrazione visiva. E ogni epoca racconta i suoi morti con i simboli che conosce e riconosce.
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